Ti è mai capitato di avere le gengive infiammate e doloranti? Spesso si tratta di un fastidio temporaneo, ma talvolta, soprattutto se trascurata, l’infiammazione delle gengive rappresenta il primo segnale di una patologia molto più seria. Capire quando un’infiammazione gengivale è innocua e quando invece richiede l’intervento di uno specialista è importante per preservare la salute orale a lungo termine.
Come capire se si hanno le gengive infiammate?
Una gengiva sana si presenta compatta e di colore rosa pallido: la parte superiore crea con il dente un solco di circa 3 mm. In questa condizione i tessuti parodontali (gengiva, legamento parodontale, cemento radicolare e osso alveolare) sono integri.
Il primo stadio dell’infiammazione alle gengive, noto come gengivite, si verifica quando la placca dentale non viene rimossa adeguatamente e si accumula lungo il margine della gengiva. I sintomi più comuni sono:
- Gengive gonfie e arrossate
- Sanguinamento spontaneo o durante lo spazzolamento
- Alito cattivo persistente
Cosa fare per le gengive infiammate
A questo stadio, l’infiammazione alle gengive è ancora reversibile con una buona igiene orale e una pulizia professionale dal dentista. Tra i rimedi per gengive infiammate e gonfie da adottare a casa, esistono anche i collutori disinfettanti e antisettici. Se il dolore alle gengive persiste anche dopo la pulizia, si può valutare insieme al dentista di utilizzare farmaci antinfiammatori o antibiotici per qualche giorno.
Quando la gengiva infiammata peggiora: la parodontite
Se trascurata, la gengiva infiammata peggiora progressivamente. La gengivite, infatti, può evolvere in parodontite, la famosa malattia dei denti che cadono, chiamata anche piorrea. Si tratta di una condizione infiammatoria cronica che coinvolge non solo la gengiva, ma anche le strutture di supporto del dente. Nel tempo porta a un progressivo deterioramento dell’osso e del legamento parodontale, con conseguente mobilità e, nei casi più gravi, alla perdita dei denti. In questi casi, i pazienti hanno l’impressione che il dente sia “allungato”: questo perché il solco tra dente e gengiva si approfondisce, formando una tasca che – se non trattata adeguatamente – progredisce nel tempo.
Piorrea: sintomi e fattori predisponenti
Oltre alle gengive che si ritirano (recessione gengivale), i sintomi della parodontite includono:
- Sapore e alito cattivo persistente in bocca
- Denti che si muovono o si spostano
- Ascessi, in fase acuta
In presenza di questi sintomi, la parodontite potrebbe essere ormai in fase avanzata. A questo punto è necessario un trattamento specialistico per evitare la perdita dei denti. Va ricordato che, a differenza dell’infiammazione alle gengive in fase iniziale, la parodontite non è sempre immediatamente dolorosa, motivo per cui è spesso trascurata. Ci si può accorgere della patologia anche quando gengive e osso sono seriamente compromessi.
Diversi fattori possono aumentare il rischio di passare da una semplice gengiva infiammata alla parodontite:
- Scarsa igiene orale: l’accumulo di placca è la causa primaria.
- Fumo di sigaretta: riduce la risposta immunitaria e maschera i sintomi.
- Diabete: soprattutto se non controllato.
- Stress: altera le difese immunitarie.
- Fattori genetici: predisposizione familiare.
- Cambiamenti ormonali: gravidanza, menopausa.
- Bruxismo (o digrignamento dentale): aggrava il quadro patologico.
Cura della parodontite
La cura della parodontite varia in base alla gravità della malattia, ma sostanzialmente si svolge per fasi.
- La diagnosi e lo studio del caso vengono effettuati con una sonda che, attraverso delle misurazioni, indica la presenza e la profondità delle tasche parodontali.
- È fondamentale completare il quadro clinico con delle radiografie per valutare i livelli e le condizioni dell’osso.
- Il medico parodontologo e l’igienista pianificheranno quindi un trattamento specialistico personalizzato, generalmente focalizzato su un’attenta igiene, da attuare sia a casa che in studio, con la programmazione di una o più sedute di asportazione della placca e del tartaro sia sopra che sotto la gengiva (Scaling e Levigatura Radicolare).
- Il mantenimento è fondamentale per prevenire recidive, con richiami ogni 3-6 mesi.
- Se le tasche persistono, l’unica soluzione è la chirurgia, che permette di ridare alle gengive e all’osso una moforologia corretta.
Gengive infiammate: un campanello d’allarme
Le gengive infiammate sono un campanello d’allarme da non sottovalutare. Intervenire precocemente può prevenire l’evoluzione dell’infiammazione della gengiva verso la parodontite e salvare i denti. Una corretta igiene orale, controlli regolari dal dentista e uno stile di vita sano sono le chiavi per mantenere le gengive in salute.








